La Fondazione è nata come Fondazione Big Bang con atto notarile del 2 febbraio 2012 a cura di un Comitato fondatore, costituito a sua volta con atto notarile il 23 gennaio 2012, e si è trasformata in Fondazione Open con atto modificativo notarile dell’11 novembre 2013.

Come risulta dall’art. 3 dello Statuto la Fondazione non ha fini di lucro e non ripartisce utili e ha per scopo di

– promuovere, supportare ed elaborare ricerche, analisi, studi e proposte (di natura normativa, amministrativa, istituzionale, organizzativa) volte a rinnovare la società italiana, in particolare nei settori dell’economia, dell’attività amministrativa, della rappresentanza, della ricerca e dell’innovazione, dell’educazione scolastica ed universitaria, della giustizia;
– promuovere strumenti di collaborazione effettiva delle persone alle decisioni politiche e amministrative che le riguardano, in particolare elaborando e diffondendo modalità partecipative che utilizzino appieno le potenzialità della rete;
– suggerire, definire e promuovere modelli di organizzazione, specie nelle città e nei luoghi di lavoro, intesi a favorire prosperità economica, sostenibilità ambientale e inclusione sociale di identità diverse. La Fondazione svolge la propria attività su tutto il territorio nazionale e all’estero.

Essa può assumere tutte le iniziative e porre in essere tutti gli atti, compatibili con la propria natura quale configurata dalla normativa vigente e dallo Statuto, idonei alla concreta attuazione dell’oggetto e degli scopi sopra indicati.

Il Consiglio direttivo della Fondazione, in carica sino all’approvazione del bilancio di esercizio 2017, è composto da Alberto Bianchi (Presidente), Maria Elena Boschi (Segretario generale), Marco Carrai e Luca Lotti.

Revisore unico è il Dott. Marco Fazzini.

Ritenendolo pienamente conforme agli scopi statutari, la Fondazione supporta le attività e le iniziative di Matteo Renzi, fornendo il suo contributo finanziario, organizzativo e di idee alle attività di rinnovamento della politica italiana, in particolare quelle articolate intorno alla figura di Renzi. Tramite i componenti del Consiglio direttivo ed altre personalità della cultura, dell’economia, del diritto, del mondo dell’impresa e del lavoro da essi coordinate, la Fondazione ha fornito supporto culturale e di idee alla formazione del programma di Renzi.

La Fondazione ha chiesto il riconoscimento giuridico alla Prefettura di Pistoia competente per territorio con istanza depositata il 26 marzo 2012. L’apporto iniziale del fondo di dotazione della Fondazione era di Euro 20.000,00, conferiti da parte del Comitato fondatore. Successivamente, con lettera del 18 luglio 2012, la Fondazione ha chiesto alla Prefettura di soprassedere, allo stato, al procedimento di riconoscimento, per ragioni sostanzialmente collegate alla insufficienza del fondo di dotazione rispetto a quanto la prassi amministrativa reputa necessario per l’ottenimento del riconoscimento stesso. La necessità di far fronte alle esigenze di spesa collegate all’attività della Fondazione ha suggerito al Consiglio direttivo di impiegare la totalità dei fondi messi a disposizione dei sostenitori, senza bloccarne una parte a fondo di dotazione patrimoniale.
L’attività della Fondazione prosegue dunque, allo stato, nella forma giuridica di Fondazione non riconosciuta, con conseguente responsabilità patrimoniale di ciascuno dei componenti del Consiglio di amministrazione.